Carta dei diritti del bambino nello sport

1- Diritto di divertirsi e di giocare: la nozione di divertimento sovente passa in secondo piano quando la

pressione agonistica prende quota, inventarsi alcune personali regole non giova al bambino praticante in

un'attività sportiva considerata ludica se non scolastica; rispettare l'età del bambino potrebbe essere un

primo passo per ricordare agli adulti che egli pratica sport per giocare e divertirsi. Esagerare con le

aspettative nell'ambiente sportivo potrebbe provocare il potenziale abbandono precoce all'attività sportiva

causa del mancato divertimento.

2- Diritto di benefìciare di un ambiente sano: l'esagerato business nello sport corredato al doping, al calcio

scommesse e, come già sottolineato, ad un precoce stress da risultato provocano alterazione in linea generale;

le condizioni ambientali rischiano f inquinamento. Grazie alle federazioni e agli enti che si prodigano alla

valorizzazione del fair play, ci si augura che tali comportamenti negativi evitino di intaccare l'interpretazione

dello sport da parte dei nostri bambini, poiché la tendenza ad imitare è sempre in agguato.

3- Diritto di essere trattato con dignità: ai giorni d'oggi sembra essere arduo il compito degli adulti, questi

per quei motivi sopra citati si mostrano con autorità, minacce, urla e quant'altro sovente dimenticando che

esistono mezzi e metodi di comunicazione nei riguardi dei bambini tali da ottenere identici se non maggiori

risultati al proprio operato evitando così che il ragazzo si senta frustrato e deluso se non addirittura un essere

inferiore. Spetta dunque all'adulto creare le condizioni favorevoli all'ottenimento di questi obiettivi e

soprattutto per comprendere questi aspetti non bisogna essere laureati in psico-pedagogia, basta il buon

senso.

4- Diritto di essere accompagnato e allenato da persone competenti a seguire allenamenti adatti alle

proprie possibilità: Purtroppo dati ufficiali fanno notare una carenza di allenatori ed istruttori adulti

competenti e formati adeguatamente al far bisogno di atleti particolarmente giovani; uomini o donne che si

offrono magari investendo solo il loro tempo e la loro buona volontà. Sovente la scarsa competenza provoca

altrettanto scarsi risultati riguardanti l'aspetto fisiologico e psicologico del bambino; è ovvio quindi

impegnarsi per accrescer e la preparazione degli operatori sportivi.

5- Diritto di misurarsi con giovani con le stesse opportunità di successo: Confrontarsi con avversari di non

pari livello non può che dare riscontro al bambino di sentirsi imbattibile se non al contrario impotente. Ciò

nel tempo non offre al soggetto la possibilità di misurarsi con le proprie potenzialità, provocando in molti

casi f insuccesso personale nello sport. Tali situazioni non giovano e non mostrano utilità sotto l'aspetto

educativo.

6- Diritto di partecipare a competizioni adatte: Le competizioni sportive in molti sport si devono adattare ai

bambini in rapporto allo spazio ed al tempo. Le stesse dovrebbero essere intraprese con uno spirito di

aggregazione ed accostamento alla scelta dello stesso sport, lasciando possibilmente sgombra la mente del

bambino alla pressione psicologica trasmessa dagli adulti, evitando così di esasperare lo sport praticato dal

bambino in imitazione dello stesso svolto dagli adulti.

7- Diritto di praticare il proprio sport nella massima sicurezza: troppo spesso incidenti evitabili accadono

durante le sedute di allenamento, questi aggiunti ad inadeguate e fatiscenti strutture, sono pericoli in agguato

per i bimbi. Con questo si ritiene necessario ricordare ulteriormente che una delle problematiche più

importanti da tenere in considerazione è 1a tutela medico sportiva e la capacità dell'adulto istruttore a vigilare

sui rischi di traumi talvolta riconosciuti irreversibili.

8-  Diritto di disporne del sufficiente tempo di riposo: tema rivolto non solo ai genitori quali ago della

bilancia della quotidianità e delle attività svolte dal bambino (scuola, casa, studio, ecc.), ma anche rivolto al

tecnico che deve saper conciliare un programma di allenamento equilibrato e che offra al bambino i giusti

tempi di recupero sia fisici sia mentali, questo significa non eccedere con carichi di lavoro inadatti all'età del

bambino.

9- Diritto di non essere un campione : Non dissipare il sogno di diventarlo, ma non trattarlo come se già lo

fosse...è solo un bambino, non dimentichiamolo!!!

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