L’età evolutiva, “proceritas” e “turgor”

La prima fase, nota come “età evolutiva”, anche se dal punto di vista temporale è la più breve, è sicuramente cruciale per lo sviluppo dato che in questo periodo avvengono  numerosi  cambiamenti a livello  motorio, affettivo, cognitivo, sociale e morale. A sua volta l’età evolutiva è stata ulteriormente suddivisa in diversi periodi di crescita, dato che lo sviluppo strutturale e morfologico di ogni individuo non avviene in maniera  lineare, ma  segue fasi alterne, con periodi di allungamento muscolo-scheletrico, detti “proceritas” e periodi di fermo e di accrescimento ponderale detti “turgor”. Queste diverse fasi della crescita  sono state così  denominate da Carl Heinrich Stratz nel 1904, e sono state in seguito riprese dall’Auxologia, la branca della medicina che studia e cura la crescita fisica della persona nell’età evolutiva,  analizzandone le modalità, esaminandone i fattori e illustrandone le leggi al fine di identificare le sue fasi e rilevare le sue deviazioni per prevenire e correggere le sue variazioni.

Le fasi della crescita sono così definite:

  • Turgor I (2-4 anni): ingrossamento somatico;
  • Proceritas I (5-7 anni): allungamento staturale;
  • Turgor II (8-11 anni): aumento ponderale (periodo d’oro della motricità);
  • Proceritas II (12-15 anni o comunque fino all’età prepuberale): notevole incremento staturale (crisi puberale pre-adolescenza);
  • Turgor III (15-18 anni  fino all’età postpuberale): recupero ponderale.

 

I periodi di “proceritas” si presentano come   periodi problematici, poiché l’innalzamento della statura  dà luogo ad uno squilibrio tra l’altezza ed il peso del corpo. La struttura ossea, che  diventa più lunga e più pesante, non viene adeguatamente supportata  dall’apparato muscolare e cardiocircolatorio. Di conseguenza si presentano ipotonia muscolare e tono posturale scarso. Il  cuore, non essendosi accresciuto di pari passo  alla statura, non riesce  a far fronte all’aumentato fabbisogno di ossigeno così come la maggiore struttura corporea richiederebbe. Solo grazie all’attività fisica il bambino potrà ottenere uno schema aggiornato e preciso delle dimensioni del proprio corpo e a far fronte alla perdita della coordinazione motoria che caratterizza questo periodo.

Nei periodi di “turgor” si riscontra invece  un nuovo equilibrio tra peso e statura,  con un recupero ponderale e funzionale degli apparati muscolare, respiratorio e cardiocircolatorio, e quindi viene   favorito l’apprendimento e l’arricchimento degli schemi motori dell’individuo.

 

Dott. Zauli Giuliano

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